scacco a me

pratico le posizioni, con comica energia
che se ne è andata al cosmo forse
a furia di inciampare sopra menzogne, disistime, crudeltà
fascino di raccolti prima, poi fascine e rami secchi
quando non crediamo più a combattimenti, e impegni

mentre li raccogli ancora stillano la rabbia verde
linfa di ferite trancio netto di abbandoni
poi li bruceremo, un giorno, ci riscalderanno
bene o male testimoni di un averci un po’ provato

tra un saluto al sole e un ponte crollo
dormo un pisolino nella disciplina
tutto il mio da fare si affastella
che cosa non farò, se questa o quella
non mi interessa più perché son già rimasto indietro

la social ex si guarda in uno specchio
vede gli anni che il suo disamore sciatto ha cancellato
chi sono? chiede al volto grigio di sirena killer
vuole volar via come un angelo da qui, ma va
canta Ben Harper, tristi ballate della fattoria
si crede molto ellittica e complessa
la bambolina si lagna allevando fallimenti
ancora un po’ più vecchia ya ya oh

a me basta nei sogni proteggere il bambino
fare in modo che nel viaggio non abbia a stare male
l’ho fatto nascere e quindi se soffrisse
sarebbe colpa mia
(se mi sono svegliato in fondo è colpa mia)

in astinenza da tabacco per virtù
(o forse per spavento di morire?)
vado dentro il giorno fiacco, stracco, scacco a me