animale male

in assenza di dolori consistenti
(sangue che sversa, ossa fuori dalla carne)
la questione mai risolta di Crono che si sbrana i figli
può manifestarsi in carini accadimenti
di vacanza rural chic d’impoverita middle class:
«ecco, per avere più acqua calda
metti un po’ la mano lì»
e i volt mi fanno breccia alle braccia
sento la sferzata, bastardissima vibration
che mi passa svelta in cuore
e mentre urlo e saltello
in fondo nessuno mi ha creduto
che stavo per morire:
è un po’ così
come quando per cercare una coperta
che scaldi la nuorina
il legno massellato mi piomba su tre dita
ineluttabilmente gravitazionale

questi dolori, che accadono così,
riflettono ancestrali inghippi
ferocie sotterrate, odi di chi gli togli
spazi angusti, arbusti personali
tutto molte pre-, molto bestiale…

il Crono-metro s’inceppa al primordiale
a un persistente, animale male
figli di padri poi padri di figli
in infinita dinastia di urla