disperatamente nella letteratura

«Swinburne sognava da sempre, e soprattutto da quando aveva letto sui giornali le cronache dell’assalto di Balaclava, di entrare in un reggimento di cavalleria e di perdere la vita, come beau sabreur, in una battaglia altrettanto folle. Ancora durante il periodo degli studi a Oxford questa visione eclissava tutte le altre idee che poteva farsi circa il proprio futuro, e solo quando la speranza di una morte eroica si scontrò senza rimedio con il suo fisico così poco sviluppato, egli si gettò disperatamente nella letteratura in una forma forse non meno radicale di autodistruzione».

W.G. Sebald, Gli anelli di Saturno (traduzione di Ada Vigliani)