«Ci sono in lui i presupposti di un innamorato: parla il linguaggio dell’amore, sul quale poi ironizza, sul suo soprattutto. Cosa si ritrova dietro quest’amore respinto, insoddisfatto di un essere solitario nel suo triste appartamento? Ecco, ciò che sta dietro è indubbiamente un gran bisogno di tenerezza dell’uomo rimasto solo, del solitario».

Vladimir Jankélévitch parla di Erik Satie