il silenzio che circonda
noi che siamo soli
la domenica è più incommensurabile
dilaga oltre quartiere oltre città
arriva in verticale dentro ai sogni della notte
dove prendo in braccio e siedo sopra il tavolo
il bambino con lo zigomo scurito per il colpo
e lo abbraccio a lungo singhiozzando
che alla fine è lui che mi consola
mentre lo provavo a consolare

abbiamo preso il colpo siamo gonfi
secchi
dopo settimane in cui
abbiamo fatto i duri lui giocando
ed io riconvertendo in rabbia l’abbandono

la canzone che il cantante canta
racconta del suo girovagare senza meta
sbattendo dentro i posti di un amore
finito per disparizione della donna:
la sento e la risento fino a che
in questa bella privacy dei single tutti Me
senza figli mogli padri amanti intorno
posso singhiozzare in santa pace
ammetto che spaccato è il carapace

e quando smetto tutto
lo sento molto bene il fiume
sotto
l’unico rumore
respiro
socchiudo gli occhi asciutti
mi do tempo
molle
umido
pulito

© Daniele Martino 2020 | proprietà letteraria riservata