In casa mia mi sa meglio una rapa
ch’io cuoca, e cotta s’un stecco me inforco
e mondo, e spargo poi di acetto e sapa,

che all’altrui mensa tordo, starna o porco
selvaggio; e così sotto una vil coltre,
come di seta o d’oro, ben mi corco.

E più mi piace di posar le poltre
membra, che di vantarle che alli Sciti
sien state, agli Indi, alli Etiopi, et oltre.

Meglio è star ne la solita quïete,
che provar se gli è ver che qualunque erge
Fortuna in alto, il tuffa prima in Lete.

in ch’util mi risulta essermi stanco
in salir tanti gradi? meglio fòra
starmi in riposo o affaticarmi manco.

Ludovico Ariosto, Satira III (1517-1525)