nel mio secondo mezzo secolo
direi che questo l’ho capito:
l’amore non è il debilitante pendolo
del tutto-o-niente-niente-o-tutto
l’amore è costruire una nostra cattedrale
fuori me e fuori te
con fondamenta noi
con arti complicate
con arti meditate
con arti conservate
stratificando da qualcosa
quel qualcosa in più, per oggi
e poi qualcosa in più del più di ieri
senza un sempre e un mai
dentro un intimissimo presente