Che può fare un falegname?
che altro può rifare
se non quel che lui sa fare?
Così ogni volta
da vent’anni
tiro su un altro semplice riparo
la capanna di un noi di relazione
si entra ed esce
si sta dentro insieme in libertà 
tanto o poco come a noi ci piace
niente fondamenta, pietra, calce
solo legno ben tagliato
liscio profumato di semplicità.
Quando – tutte, prima o poi –
non ce la fate, e mutilate
ve ne andate (mute
oppure con le vostre velenose urlate)
io resto per un po’ un po’ umiliato 
poi lascio questa ennesima capanna
vuota per chi l’avrà rifugio 
fuggendo da qualcosa
o sotto un temporale 
sempre troverete amore dentro i legni
resterete se vorrete o ve ne andrete
ed io starò di nuovo su con il morale
mentre sto piallando un altro asse
in asse con un’altra soglia utile
con un altro riparare 
nel gratuito indugio dell’inutile


© Daniele Martino 2021 | proprietà letteraria riservata