mani, mani calme che accarezzo mordicchiando il polpastrello labbra, labbra molli e umide ribaciate a rimbalzello senza lingua che di giorno ci hai vergogna occhi, manga-occhi acquosi luccicanti che stranamente sembrano d’amore una specie di estasi in stand-by volta dopo volta sedativi all’ansia che tu hai ansia che mi prende in un contagio perché so…

insegnamenti

lego al trave il gelsomino che butta rigoglioso: le foglie rivoltate, lentamente, nei giorni che seguono, con tenace resilienza rivoltano al sole la superficie lucida lascio cadere la sigaretta nella terra umida: il fumo si leva azzurrino, volteggia come un cobra... si estingue... perché ogni fuoco si spegne da sé, prima o poi © Daniele…